Giuro, al primo ascolto della diatriba No Berlusconi day - Si Berlusconi day ho pensato volessero intitolargli una giornata del calendario come festa nazionale. Invece no, fortunatamente ancora i tempi non sono maturi, ma di questo passo ci proveranno, eccome.
No, questa volta abbiamo due manifestazioni una che vorrà chiedere le dimissioni del premier, l'atra che lo vuole lì dove si trova.
In una riproposizione assurda ma che segue la logica del momento, cioè quella del ring, quella dello scontro a tutti i costi.
Misureremo chi c'è l'ha più lungo hanno detto quelli del Si. A ribadire che chi avrà più seguaci sarà il "vincitore" (ma de che?). Una giornata che vedrà la conta come metro di giudizio della legittimità o meno dell'operato governativo, e lascerà in secondo o terzo piano le motivazioni politiche di una siffatta mobilitazione. Avremo un bel voto popolare di piazza.
Dal voto per alzata di mano, passeremo giacchè al voto urlato con coro da stadio annesso; al voto col naso turato passeremo alle orecchie turate, di chi non vuol sentire ragioni perchè ormai ha scelto da che parte stare.
Siamo stati abituati bene dalla televisone, che questi ring li propone in tutte le salse, dalla più soft e prostrata Porta a Porta, passando per il meno timido e ficcante Ballarò, per finire all'arena Annozero, sia per scenografia che per urla e sbraitate. Quest'ultima è, nonostante i validi apporti di informazione (Travaglio - Ruotolo) e satira (Vauro) è il teatro dello scontro dove, nonostante dicano il contrario, i politici più mastini e i giornalisti di partito Feltri e Belpietro si sentono molto a loro agio. Perchè? Semplice: non devono dare spiegazioni o tantomeno dare giudizio obiettivi, devono soltanto difendere la linea perchè tutto è, anzi, deve essere ricondotto allo schema contro o a favore.
Mi si potrebbe dire che alla fine su un argomento o sei contro o sei a favore. Al che risponderei che questo è un atteggiamento di chi si ostina a sostenere di avere la verità in tasca. A me invece hanno insegnato, o forse ho anche appreso da solo, che bisogna innanzitutto essere sinceri e onesti e dire anche "so di non sapere", quindi che bisogna informarsi con scettiscismo e infine, ma non per importanza, affrontare gli argomenti con laicità prima di prendere una posizione. Come ci educano invece le trasmissioni televisive di attualità politica? A ragionare per partito preso: Tu per chi hai votato? Allora pensa, parla, opera come ti suggeriamo noi!
Scusate, ho divagato un po', ma era necessario. Perchè il 5 dicembre 2009 non verrà persa l'occasione di dare legittimità popolare a questo governo, a questo premier, che mi dispiace dirlo e leggerlo da altri, ma l'Italia se lo merita, purtroppo.
Mi unirei volentieri, se trovassi il tempo e i mezzi per raggiungere il luogo della manifestaione, ma correrei il rischio di essere strumentalizzato. Voglio le sue dimissioni, perchè se c'è un anti-italiano quello è lui. Ho la necessità di esprimere il mio No perchè sono costretto dalla logica di cui sopra, perchè se non rendo più numerosa la piazza non evito che chi lo sostiene parli di sostegno plebiscitario o di popolarità con percentuali fasulle.
Costretto a sminuire le mie motivazioni individuali in nome della folla più grossa, nonostante la manifestazione del No Belusconi Day sia stata oraganizzata per prima e fuori da una logica di scontro di piazza con una manifestazione a favore del premier (che di fatti è stata oraganizzata dopo per questo motivo e magari per cercare di uscire "vincente" dal confronto numerico).
1 commento:
il fatto che si debba arrivare al No B Day é già di per sé grave. Sia come iniziativa assolutamente inutile, sia come inutile tentativo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla figura controversa di Berlusconi.
Ancora piu raccapricciante dell'iniziativa opposta nata solo per non far fare brutta figura al premier.
Ci vuole, e continuo a dirlo, una fortissima etica nell'informazione. Invece siamo ancora qui a vedere manipolazioni assurde in funzione del punto di vista consigliato dall'alto. Lotta per la legge sul conflitto di interessi (e ne sono passate di legislature di sinistra che non hanno mosso un dito, anzi hanno porto la guancia), libertà dei mezzi d'informazione tramite la non monopolizzazione da parte di individui singoli e in politica, lotta per la libertà di stampa vera e reale.
Ora, mentre ti scrivo, al tg passa la frase di Fini "Folle", e anziché capirne i motivi hanno passato una carrellata di insulti con "linguaggio da strada", sgarbi e mussolini su tutti.
Siamo rovinati.
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