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7 novembre 2009

Gli elettrofiltri Ilva: responsabili di emissioni nocive che sfuggono alle misurazioni

Il testo seguente è di mamma.am che in forma satirica denuncia questo ennesimo problema nell'ILVA di Taranto che a causa degli elettrofiltri difettosi provoca dispersioni di diossina che sfuggono alle misurazioni ambientali poichè queste le fanno soltanto sui camini.
Buona lettura:

"Quando si ribellano perfino le macchine, la situazione e' grave. Un'esclusiva di mamma.am

Gli elettrofiltri Ilva: "basta con l'esibizionismo dei camini"

Nella citta' piu' inquinata d'Europa per le emissioni industriali, tutti se la prendono con i comignoli che sputano diossina: ma gli elettrofiltri non sono d'accordo e rivendicano un ruolo da protagonisti nell'inquinamento di Taranto.
5 novembre 2009 - Carlo Gubitosa
Le "sigarette" dei fumi Ilva respirati in Puglia sono con l'elettrofiltro? A quanto pare si', visto che questi macchinari si sono ribellati per ottenere il giusto credito di fronte agli ambientalisti.
Per una macchina non c'e' niente di peggio che essere ignorata, trattata come una cosa inutile, gettata nel dimenticatoio: e' quello che e' capitato agli elettrofiltri dell'Ilva di Taranto, da sempre all'ombra dei camini molto piu' visibili e vanitosi, ormai diventati il simbolo dell'industria (e del conseguente inquinamento) nella citta' dei due mari.

"Ma davvero pensate che possano fare tutto questo da soli?" ci ha raccontato un elettrofiltro intervistato in esclusiva per www.mamma.am. "Loro sono li' a fare sfoggio delle loro belle strisce biancorosse, nemmeno fossero tifosi del Bari, e noi qui sotto lavoriamo come matti senza che nessuno si accorga di noi. Dispersioni, fughe, fuoriuscite: dobbiamo inventarci di tutto per far uscire schifezze inquinanti dai nostri meccanismi".

A questo punto la faccenda si fa interessante, e domandiamo all'elettrofiltro se puo' darci delle prove ufficiali del suo impegno a sostegno delle emissioni industriali. "Il bello e' proprio questo! - ci spiega l'elettrofiltro - non ci sono misurazioni, ma si sa per certo che ci possono essere delle dispersioni. Solo che noi non interessiamo a nessuno, le misurazioni le fanno sui camini dopo che noi abbiamo gia' disperso sostanze nell'ambiente. Perfino l'Autorizzazone Integrata Ambientale valuta solo le emissioni convogliate (il fumo che esce enorme e maestoso dai camini) ignorando quelle diffuse e fuggitive (le nostre magnifiche e microscopiche scoreggine alla diossina)"

Di fronte a questa situazione, e' comprensibile tutta l'amarezza di questi dispositivi, cosi' importanti per mantenere il primato di Taranto sulle emissioni europee di agenti inquinanti, ma al tempo stesso cosi' ignorati e sottovalutati dagli ambientalisti e dagli stessi cittadini.

E' cosi' che per cercare la gloria negata da sempre, gli elettrofiltri dell'Ilva si sono organizzati e autofotografati per mostrarsi in tutto il loro splendore, circondati da fumi che non si vedono nemmeno ai concerti dei Pooh. Per fare il loro debutto in societa' hanno scelto Mamma! perche' sapevano che solo noi saremmo stati abbastanza pazzi da metterci a parlare con un elettrofiltro.

"Camini, camini, sempre e solo camini. - si sfoga l'elettrofiltro - mai una volta che i gruppettari si ricordino anche di noi. Ci basterebbe poco per essere felici: un comunicato del Wwf, un assalto di Greenpeace, una manifestazione di protesta... ma niente. Come se non esistessimo".

Ma da oggi gli elettrofiltri possono stare tranquilli: se queste foto e i fumi che contengono arriveranno dove devono arrivare, di loro si parlera' tanto, e molto presto."

Il testo è in licenza creative commons attribution- no commercial - no derivate works.
L'ho riproposto rispettandone la licenza e in tal modo va diffuso.

2 luglio 2009

ILVA di Taranto: arriva il filtro

Fonti:
Repubblica

Taranto sera

Il Tarantino

E' stato attivato ieri il filtro ad urea che permetterà di ridurre drasticamente le esorbitanti emissioni di diossina della nota (non per meriti) acciaieria.

Anche se non è efficiente al 100% per via di alcune problematiche, è decisamente un grande passo in avanti per ristabilire positivamente le sorti ambientali del territorio e quelle, soprattutto, della salute degli abitanti.

Ma ho alcune perplessità nonostante tutto. Tutti gridano alla vittoria, ed è giustissimo intendiamoci, perchè una vicenda che si porta avanti da anni ha subito un miglioramento concreto; ma bisogna sottolineare come sia soprattutto una vittoria per la questione ambientale, giacchè come ricordato in una delle fonti sopra elencate, la diossina entra nel corpo umano per il 2% per inalazione diretta e per il restante 98% attraverso l'alimentazione. Pertanto questo filtro renderà si più respirabile l'aria nei dintorni, ma il problema della contaminazione ambientale dovuta agli anni precedenti di emissioni scellerate rimarrà irrisolto e per di più impunito.
Senza contare il danno alla salute di centinaia e centinaia di persone che si sono ammalate per via della diossina presente nel loro quotidiano.
Pagherà qualcuno per tutto questo?
Certo che no, tanto meno lo Stato o la regione (che se daranno risarcimenti lo faranno a nostre spese visto che i soldi li prendono dalle nostre tasse, creando quel paradosso per cui i soldi per curarsi, le persone, se li danno praticamente da soli) e tanto ancora meno pagherà l'ILVA visto che è troppo forte e protetta dallo Stato e da Confindustria (perchè per il bene del Paese e dell'economia non si può pretendere di abbattere la logica del profitto a tutti i costi che sta dietro a queste realtà).
Insomma per vedere questi ricchi spavaldi e spacconi, insulsi, mediocri, prepotenti, quasi mafiosi piangere un po' per i loro delitti, perchè di questo si tratta, bisognerebbe avere dalla propria parte una come Erin Brockovich.
Perchè se almeno una sentenza riconoscesse che questo atteggiamento degli industriali e di tutti coloro che in nome del profitto non rispettano le regole e i diritti delle altre persone non vada bene e sia illegale e che la pena possa prevedere dei risarcimenti alle riconosciute vittime dei malanni che le colpiscono, allora forse qualcosa cambierebbe.
E se almeno lo stato non fosse mafioso e anzichè condonare le inadempienze delle industrie facesse delle leggi precise a tutela dei lavoratori, dell'ambiente e dei cittadini che in quell'ambiente ci vivono, forse vivremmo meglio e si sarebbero potute evitare tragedie come quella della Tyssenkrupp e simili, e si potrebbero evitare ripercussioni sulla salute di tutti coloro che non sono coinvolti, ma che hanno soltanto la colpa di vivere accanto a queste entità spregiudicate ma mai giudicate.

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