Sulla scia delle proposte indecenti, ecco che l'attuale presidente del consiglio non ha paura di spararla sempre più grossa: "per il voto parlamentare basta quello dei capigruppo". Si passa cioè dalla buona proposta "ANTI-pianisti", introdotta per limitare le assenze dal parlamento dei "nostri dipendenti" e per far si che ognuno voti per se stesso, alla ignobile proposta, incostituzionale, illegittima, di creare un'oligarchia ristretta (più di quella che gia c'è) alla faccia della democrazia (rappresentativa). Cioè più o meno 10 persone alla camera e 6 al senato, questi sono i gruppi parlamentari della XVI legislatura, dovrebbero approvare o meno le leggi. La scusa del velocizzare l'iter parlamentare non regge e poi tutti sarebbero costretti ad allinearsi alla linea di partito, quando, lo ricordo, l'art. 67 della maltrattata Costituzione sancisce il "divieto di mandato imperativo" e quindi tra l'altro formalmente ogni parlamentare "è libero di votare secondo gli indirizzi di partito ma è anche libero di sottrarsene" (sent. Corte cost. 14/1964) quindi questo garantisce ad ogni parlamentare di poter esprimere sempre la propria opinione anche quando non segue le direttive del partito di appartenenza, nonostante quest'ultimo possa applicare delle sanzioni (disciplinari o espulsioni) ai "disobbedienti". Ritengo che verrebbe violato anche l'art. 68 della Costituzione nel comma 1.
Fortunatamente anche dal loro partito c'è qualcuno che se ne accorge delle indecenze che afferma e lo riporta alla realtà.
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