26 giugno 2010

L'esperto

Un giorno, un uomo, solitario, in una città caotica senza possibilità di parcheggio, in cerca di refrigerio, sostò all’ombra di un palo della luce e pensò: “A volte vorrei essere “l’esperto” di qualcosa, non necessariamente di una cosa di interesse universale ma neanche di una cosa che interessa a nessuno. E così, giusto perchè quando qualcuno si sente in difficoltà e chiede aiuto e nessuno lo può aiutare, io alzo la manina e dico: eccomi!”

Allora decise di diventare esperto di nulla. Il massimo esponente di nulla. Se ci pensi, nulla è una gran cosa, è il contrario di tutto. Infatti il tuttologo poi sa tutto, ma di tutto un po’, e non sa niente per bene bene. Invece uno che non sa nulla lo sa tutto bene.

Prese un respiro e: “Chiedetemi nulla!” urlò; e visse per sempre solitario e contento.

21 giugno 2010

Tu chiamale se vuoi...

Perchè dovrei vergognarmi di piangere?
Di ridere non mi vergogno mica.
Perchè è una cosa triste?
Lo trovo liberatorio, invece.
Perchè piangere è una cosa brutta a vedersi?
Di cose brutte ne ho viste, ed erano soprattutto teste di cazzo e no, loro non si vergognavano mica, nè di esserlo nè di mostrarsi in giro.
Figurati se mi devo vergognare di quello che provo, di un'emozione, di un sentimento, di uno stato d'animo in qualsiasi forma questo si presenti.
No, mi spiace, ho bisogno di sentirmi umano.

20 giugno 2010

Cocktail's dream

Perdono e vendetta si incontrarono in un bar, per caso.
Ambedue erano assorti in chissà quali importanti pensieri e perciò si erano isolati in un tavolo in fondo, come a non voler essere disturbati.
Sembrava che se stessero cercando il modo di trovare un compromesso.
Erano lì già da un po' e non avevano ancora ordinate niente, forse non avevano veramente voglia di qualcosa.
Così il barista si avvicinò con un piatto d'argento e disse: "Se non volete niente vi prego di lasciare il tavolo, ragazzini..."
I due si indignarono non poco per l'affronto di quel barista impertinente ma, in proposito, il perdono decise di lasciar correre; la vendetta, invece, ordinò un cocktail di lacrime e sangue.

18 giugno 2010

Co la mente alienata

« L'Accidia una freddura,
ce reca senza mesura,
posta 'n estrema paura,
co la mente alienata »
Jacopone da Todi, Laudi - Trattato e Detti

Svegliarsi e non aver voglia di aprire gli occhi, la forza di girasi dall'altro lato, di cambiare posizione: dalla fetale alla supina, alla prona, a quella contorta.
Il corpo fortunatamente riesce a reagire per conto suo e suggerisce uno stiracchiamento, poi un animalesco sbadiglio, infine ti stropicci gli occhi e sei pronto a vedere dove cazzo ti trovi.
E' la mia stanza, la riconosco, sono passati tanti anni ma è sempre la stessa, poche modifiche, una sola ritinteggiatura fatta solo pochi anni fa con un colore neutro, che non mi dà stimoli, che non avevo scelto io, ma che avrebbe dovuto segnare un passaggio da una fase ad un'altra della vita.
Sopra a queste cose, stranamente, ci passo sopra. Stranamente sì, perchè ci sono alcune cose alle quali riesco masochisticamente a dare un peso che non dovrebbero avere nonostante agli occhi del mondo possano apparire come delle eminenti cazzate.
Non lo so, sento di avere la mente bacata a causa di un processo di logoramento che trovo irreversibile, come se ormai si fosse superato un punto di non ritorno.
Ritorno, l'eterno ritorno... ritorno a che cosa... a chi ero?
Perchè, adesso chi sono?
Cosa sono?
Sono ancora?
Una cosa certa è che sono simile, simile a qualcuno che sono stato ieri e che sarò domani.
Per quello che sono stato ieri non posso fare più niente a meno di inventarmi delle balle, fare del revisionismo sulla mia storia, ma così facendo potrei anche riuscire ad ingannare gli altri ma non me stesso; saprei di mentire. E soprattutto non cambierebbe le cose.
Quali sono le cose che dovrebbero cambiare?
E cosa intendo per cambiare?
Quando dico cambiare intendo dire migliorare, che a stare peggio di così non ci tengo proprio.
Come posso migliorare?
Cosa posso migliorare?
Chi, di colui che sono, migliorerò?
Qualcuno ha un foglio di istruzioni?
La mia stanza è rimasta simile a se stessa quasi uguale nel corso degli anni; io nel corso degli anni sono inevitabilmente e fortunatemente cambiato, ma non ho modificato poi così tanto questa stanza che, alla fine, mi stava anche bene come stava.
Di certo sono uno che prova ad adattarsi.
Se non posso evitare una situazione allora cerco di assecondare, di pormi nella situazione che non mi possa fare più male del previsto.
Ci sarebbe un'altra filosofia di vita però che vorrei anche considerare: ed è quella che, non so chi la dice, ma in sostanza afferma che è necessario modificare ciò che ci circonda in modo che noi possiamo ottenerne il massimo vantaggio, per ottenere quello che vogliamo bisogna fare qualcosa in quell'ottica.
Ecco lo so, per come mi trovo e per come ci tengo che la mia situazione migliori, quest'ultimo dovrebbe essere l'atteggiamento più indicato.
Sono in una fase apatica, che devo dire. L'accidia, l'ignavia sono i mie peccati. Il peccato di quelli che mai non fur vivi, da disprezzare categoricamente, come farebbe Dante, data la mia giovinezza.
Ma non è il pensiero dell'età, che pur sto sprecando, che mi risolleva. E' che altre cose invece mi abbattono: come le persone che mi circondano, quelle che si dicevano amiche ma che poi mi hanno abbandonato in nome di una popolarità tra altre persone che prima invece disprezzavano; come le persone che dicono che vogliono essermi amiche ma che non fanno nulla perchè questo accada; come le persone che ci sono e che apprezzo per questo ma che non ci sono mai abbastanza.
Dovrei accontentarmi?
L'ho fatto quasi sempre ma adesso non mi basta più. Non so di preciso cosa voglio ma almeno so cosa non voglio.
Non voglio questo isolamento sia scambiato per una ricercata solitudine, non voglio annoiarmi, non voglio perdermi le novità, le cose che mi interessano, la vita, non voglio perdermi.
Ci sono cose che da soli non è che non si possano fare, ma il risultato è diverso dal farle insieme a qualcuno a cui tieni e meglio ancora se anche questo tiene a te.
In mancanza di questa evenienza, in questo periodo in cui cerco di riprendermi, provo comunque a seguire l'istinto di volontà e faccio comunque quello che volevo fare; anche da solo.
Ho comprato un biglietto per un concerto.
"Due?" mi aveva chiesto il bigliettaio, come se avesse sentito male.
"NO" - gli ho risposto seccato - "UNO".
E' triste andare a un concerto da soli?
Si potrebbe...
Sarebbe stato più triste perderselo perchè nessun altro dei mie conoscenti ha voglia di andarci. Qualcuno forse lo troverò comunque, ma dovessi andarci da solo cosa avrei da perdere?
A maggior ragione sarò me stesso, più delle altre volte, allenterò tutte le inibizioni dovute alla maledettissima e odiosa paura di fare brutta impressione a chi vuoi che ti dia l'amicizia o l'amore, e mi lascerò andare e mi lascerò trascinae dalle meravigliose melodie e riff e assoli di quel gruppo del quale ascolto in auto, dal mio computer, nella mia stanza le travolgenti canzoni.
Da solo, per me!

22 maggio 2010

Lost e l'intrigo del mistero nascosto

Lost sta risultando essere come quelle persone dall'aura misteriosa delle quali in molti di solito si innamorano (o potrebbero farlo) per vedere cosa c'è dietro e perchè diventa intrigante scoprire cosa si nasconde.

Ora che il puzzle del film si sta risolvendo sembra che tra questi innamorati non ci sia poi tutto questo grande entusiasmo per quello che sta uscendo fuori.

Così come con lost anche con le persone additate di nascondere qualcosa accade questo:
le scoperte che si fanno diventano meno interessanti, cominciano i “pensavo che tu fossi così e cosà, e invece...”; grandi delusioni si susseguono perchè le aspettative erano state troppo alte rispetto ai risultati reali che via via si sono ottenuti.

E ' una cosa triste questa: di solito ci si innamora più di un'ideale, che non c'è, che della persona che ce lo ispira.

24 aprile 2010

Destroy the silence

Frenetici cinguettii scandiscono il rumore di fondo della città.
Seduto sul pavimento di piastrelle bianche del mio balcone preferito, quello che si affaccia sul mio piccolo giardino i cui alberi, ora fioriti in colori scintillanti, coprono quasi per intero il panorama della città, mi lascio scivolare il tempo addosso.
Crucciato, tento vanametne di collegare i pensieri alla penna che scrive svogliata sul foglio.
Una macchina lascia la sua scia rumorosa, e un'altra la segue. Il rombo di un'altra ancora sovrasta quello delle precedenti.
Isolato, l'ululato straziante e prolungato di un cane tiene compagnia alla mia solitudine. La sua sembra essere una richiesta di aiuto. Dovessi imitarlo dovrei fare un grido che andrebbe a squarciarmi la gola prolungandolo sino a quando non cominci a bruciarmi il petto, o sino a quando non abbia espulso tutta l'aria dai miei polmoni, tenendo la nota flebilmente sino alla fine. Tossisco; lascio che gli spasmi della mancanza di respiro mi contorcano il corpo quel tanto che basta da farmi lacrimare.
Bestemmio perchè mi vergognerei a fare una cosa del genere: la paura di farmi sentire, e riconoscere, prenderebbe il sopravvento. Ho paura evidentemente di essere preso per pazzo. Non perchè in realtà non lo sia, oltretutto elogio la follia, ma perchè quando la società ti etichetta in questo modo, più ti dimeni più peggiori la situazione. Voglio mantenere questa pseudo-libertà che ho, anche se ora la sfrutto male, nella speranza di giorni migliori e di voglia.
Arrivo alla conclusione però che per quanto forte possa urlare, nessuno mi sentirebbe. 
Il mio fragore verrebbe nascosto dai rumori di fondo delle vite della gente, con indifferenza.
Apparirebbe ovattato come quando, tornando da una festa con musica ad alto volume, o da un concerto, o da una discoteca, le orecchie, maltrattate, fischiano manifestando il loro dolore e non riescono a sentire nitidamente il mondo esterno se non accompagnandolo con quella litania fastidiosa e durevole.
Ai miei cosiddetti amici invece, o ai miei conoscenti, quello che uscirebbe dalla mia bocca sarebbe udibile tanto quanto quel grido dipinto dal Munch: il volto, straziato, si perderebbe in un vortice che lo risucchia nel baratro senza che nessuno possa notarlo a meno che non smetta di voltargli le spalle.
Per ora ripongo la mia speranza di riscatto in una persona meravigliosa che ho avuto la fortuna di incontrare in questo periodo oscuro. Mi ha dato fiducia e mi auguro di poter contare su di lei e di poter fare in modo che possa contare su di me.
Nel frattempo cerco disperatamente di infondermi utili dosi di autostima per tornare a godermi la vita.
Accendo una sigaretta. Sbuffo verso il cielo.

9 marzo 2010

Molti elettori per il nulla

Tanto è sempre la solita scusa per non parlare di programmi: prima fanno casino, loro, poi gridano al ladro! al ladro! che gli vuole scippare la regione senza avere competitori, poi ci manca che dicano che è colpa della burocrazia comunista e dei giudici comunisti che hanno deciso di respingergli il ricorso nonostante il concetto di democrazia di Napolitano e governo.
Urla, sbraiti, abbiamo ragione noi, no ce l'abbiamo noi, chiediamolo ai cittadini, perchè allora non fare un referendum domandando: e tu da che parte stai? anzi meglio, mettete un numero per il televoto visto che aprire un sondaggio su internet non è stata una buona idea: sui siti dei partiti di governo e su quelli di alcuni giornali on line di certo non vicini all'opposizione alla domanda se fosse giusto o no ammettere le liste escluse dalla regole burocratiche hanno avuto risposte negative; però loro che sanno quel che pensa il loro elettorato hanno deciso di chiudere il sondaggio perchè non veritiero anzi sabotato dagli oppositori. Ma questo come fanno a saperlo? o forse credono che chi li vota non abbia un minimo di spirito critico? Ok questo va bene pensarlo quando qualcuno ci fa satira sopra, ma che lo pensino i loro rappresentanti è proprio penoso.

7 marzo 2010

Già, perchè lo ha firmato, Presidente?!?! #3

E' la terza volta che le rivolgo questa domanda, è evidente che lei non legge il mio blog, vero?
Vabbè non dovrei chiederle nemmeno questo visto che non lo legge, ma era una domanda retorica.
Stavolta ha firmato il dl per ammettere le liste del pdl che sono state presentate in ritardo a Roma.
A me, quando arrivavo in ritardo a scuola, il minimo che potessero farmi era un semplice rimprovero, poi potevano mettermi una nota oppure, molto più subdolamente, il professore di turno, che assisteva al mio ritardo mattutino, non mi diceva niente inizialmente, salvo poi interrogarmi su tutto il programma della sua materia.
E' questo che lei vuole fare, un bell'esamone di maturità ai politici?
No, tranquillo, non risponda.

6 marzo 2010

Per vie traverse

Sembra che l'UE abbia deciso di mettere fine all'embargo verso gli OGM. Quando? boh? Stando alla notizia, un paio di giorni fa, così all'improvviso senza che noi cittadini europei ne fossimo a conoscenza nè venissimo interpellati. Eh ma tanto loro sono lì per questo, i nostri rappresentanti dico, a decidere per noi, al che forse era meglio stare attenti a leggere i loro programmi prima di eleggerli. Mi deve essere comunque sfuggito qualcosa quando hanno detto che i prodotti in questione che entreranno in Europa saranno destinati solo agli animali in veste di mangimi e non per l'uomo.
Ci dicono di stare tranquilli che questi prodotti geneticamente modificati non sono per noi ma intanto a supporto dell'approvazione portano i loro test che non indicano alcun problema per l'uomo. E per quale motivo allora lo fanno visto che tanto non sono per noi? Per almeno due: innanzitutto questo è il primo passo per la definitiva introduzione di cibi OGM per tutti (decisione che peraltro verrà presa senza consultarci direttamente), il secondo motivo è che forse anche loro si sono ricordati della cosidetta catena alimentare e che quindi, anche se indirettamente, per via degli animali che se ne nutriranno, i prodotti OGM verranno assunti anche dal nostro organismo.
Ma tranquilli, andrà tutto bene, il nostro sarà un servizio alle future generazioni visto che verremo "testati"  direttamente per verificare se gli OGM siano dannosi o meno.

2 marzo 2010

Disastri


Non posto da un mese circa e per certi versi non è un male, nè per gli occhi di chi mi legge nè per me che altrimenti avrei dovuto scaricare la mia rabbia sui tasti della mia tastiera. Rabbia, si, e frustrazione e rammarico e delusione e incazzatura e amarezza e scoglionamento etc.
Perchè sarà anche un mese, che può sembrare poco, ma di cose raccapriccianti ne sono successe e io non ero qui a tenerne il conto, che tanto lo avrei perso, il conto dico.
Sto parlando, da come si può intendere dall'immagine in alto, dei disastri ambientali accaduti nella penisola e della terra che frana e del costante rischio idrogeologico, sto parlando del modo losco di operare di una certa protezione civile, sto parlando del governo che impugna le leggi regionali anti-nucleare di ben tre regioni (Puglia, Campania, Basilicata) e le porta all'esame della corte costituzionale affinchè vengano ignorate.
In più, nell'ultimo disastro ambientale, cioè quello del petrolio fuoriuscito dalla Lombarda Petroli e riversatosi nell'affluente del Po, il Lambro, è persente anche una beffa: il governo una ventina di giorni fa aveva depenalizzato le sanzioni per chi procurava danni all'ambiente, cosa grazie alla quale chi è responsabile del "fiume nero" resterà pressochè impunito!
Che c'è da aggiungere, con i fatti che parlano chiaro, se non l'incazzatura?

26 febbraio 2010

Promoters della libertà

Libertà di fare il cazzo che gli pare? (cit.)

Con il Metodo Porta a Porta

6 febbraio 2010

Nucleare: Governo vs Regioni

Sempre il nucleare al centro dell'attenzione del governo, al quale non va giù che le amministrazioni regionali di Puglia, Campania e Basilicata si siano espresse contro la costruzione di centrali nucleari e contro lo stoccaggio delle scorie nel loro territorio.
Per questo motivo il governo ha impugnato le leggi regionali no-nucleare portandole all'esame della corte costituzionale, perchè ritiene che queste leggi vadano in contrasto con le materie di competenza statali quali produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica.
Ma non era questo forse il governo, o meglio, non erano le componenti politiche di questo governo che declamavano il tanto agognato federalismo e la tanto sospirata autonomia regionale e la relativa decentralizzazzione dei poteri?
Che sta succedendo ora?
Non è che forse gli interessi economici intorno "l'affare" nucleare stanno facendo vacillare queste aspirazioni?
Come si spiegherebbe altrimenti una tale ostinazione e una tale foga nell'intervenire nelle decisioni di ben tre regioni?
Non si spiegherebbe, così come non si è spiegato perchè un referendum, sostenuto nel 1987 contro la produzione di energia tramite il nucleare, sia stato ignorato.

Fonti:
la repubblica


la gazzetta del mezzogiorno

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